Prosegue la mostra "VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE" inaugurata sabato 5 ottobre presso il Palazzo Veneto del Comune di Monfalcone in Via Sant'Ambrogio 12 dall'amministrazione comunale e dalle associazioni promotrici dell'evento.
A far visita della mostra didattica sono in particolare le scuole dell'isontino, in particolare dalla Città dei Cantieri, risquotendo grande interesse proprio dagli alunni, che vedendo le immagini ed i reperti possono ammirare "dal vivo" quello che apprendono dai libri di storia.
Diversi appassionati, incuriositi nel vedere il materiale bellico e le divise, nonchè lo spettacolare plastico realizzato con cura e maestranza in ogni particolare. Sul plastico diviso in 33 livelli (come i 323 metri del Monte Ermada) sono visibili le trincee austriache, le aree coinvolte, i punti strategici, per meglio capire e comprendere quali difficoltà abbiano avuto i reparti italiani nell'undicesima battaglia dell'Isonzo.
Domenica 20 ottobre il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, il Gruppo Ajser 2000 in collaborazione con il COMUNE DI MONFALCONE e il Gruppo ricerche e studi Grande guerra CAI SAG Trieste organizzano un’escursione guidata presso il PARCO TEMATICO GRANDE GUERRA DI MONFALCONE.
Tale visita collegata proprio alla mostra "VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE" in programma fino a domenica 20 ottobre presso il PALAZZO VENETO DEL COMUNE DI MONFALCONE vuole mettere in connessione le posizioni recuperate sulle alture monfalconesi con i lavori di ripristino dei manufatti bellici presenti sul monte Ermada oggetto della mostra.
L'appuntamento è per domenica 20 ottobre a Monfalcone presso il parcheggio di Piazzale Tommaseo alle ore 9.00. E’ consigliato un abbigliamento da escursione e l’uso di calzature adeguate al terreno carsico. Le prenotazioni per tale escursione si possono effettuare direttamente alla Mostra o contattando il numero 3484449535 o mandando un email a ajser2000@libero.it .
Alle ore 16.00 di domenica 20 ottobre presso la sala della mostra degustazione di prodotti tipici del Carso.
con preghiera di diffusione
info ed immagini
http://www.gruppoermadavf.blogspot.it/2013/09/la-brochure-della-mostra-voci-di-guerra.html
http://www.gruppoermadavf.blogspot.it/2013/10/le-foto-della-mostra-voci-di-guerra-in.html
http://www.ajser2000.it/2013/10/02/comunicato-stampa-voci-di-guerra-in-tempo-di-pace/
http://ajser2000.blogspot.it/2013/10/le-foto-dellinagurazione-della-mostra.html
lunedì 14 ottobre 2013
ESCURSIONE STORICA PRESSO IL PARCO TEMATICO GRANDE GUERRA DI MONFALCONE
domenica 13 ottobre 2013
VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE SU GIOVANIFVG.IT
http://www.giovanifvg.it/dettaglioNews.php?id=7968


VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE
Verrà inaugurata SABATO 5 ottobre 2013 alle ore 17.00 la mostra VOCI di GUERRA in TEMPO DI PACE presso il Palazzetto Veneto in Via Sant’Ambrogio 12 a MONFALCONE realizzata grazie al contributo della REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA e la collaborazione del Comune di MONFALCONE.
La mostra che rimarrà aperta fino al 20 di ottobre è arricchita con dieci nuovi pannelli tematici, e vedrà la presentazione del Plastico interattivo tridimensionale del Monte ERMADA realizzato da Aureliano Barnaba e Pasquale Durante.
Per maggiori informazioni: http://www.ajser2000.it/ o http://www.gruppoermadavf.blogspot.it/
Allegati della news
GRANDE GUERRA Mostra sull’Ermada al palazzetto veneto
GRANDE GUERRA
Mostra sull’Ermada al palazzetto veneto
Sarà inaugurata questo pomeriggio alle 17 nel palazzetto veneto la mostra “Voci di guerra in tempo di pace” estremamente rinnovata e aggiornata con diversi pannelli rispetto alle altre edizioni...
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Sarà inaugurata questo pomeriggio alle 17 nel palazzetto veneto la mostra “Voci di guerra in tempo di pace” estremamente rinnovata e aggiornata con diversi pannelli rispetto alle altre edizioni presentate al Castello di Duino, a Borgo Hermada di Terracina, a Milano, Grado, Medeazza, Visogliano e Treviso, facendo registrare oltre 27.000 presenze. Organizzata dai gruppi Ajser 2000 ed Ermada, con il contributo della Regione, il patrocinio delle Province di Trieste e Gorizia, dei Comuni di Monfalcone e Duino Aurisina, la mostra illustra il lavoro di recupero e mantenimento delle strutture militari del monte Ermada, nonché i progetti di riqualificazione delle trincee e della raccolta delle testimonianze della Grande guerra nel territorio di Duino Aurisina. Saranno visibili immagini, documenti, cimeli e divise, attraverso un percorso ideato e creato per far rivivere i momenti tragici che hanno vissuto i Paesi attorno all’Ermada, i lavori di rispristino, nonché una passeggiata virtuale sull’Ermada a conoscere quanto visibile oggi, uno sguardo poi ai monumenti e in particolare all’erma alla Terza Armata del Timavo. Spazio poi alla Grande guerra a Monfalcone con i pannelli dedicati a questa parte del territorio regionale che ospita la mostra, in particolare al Parco tematico che in vista delle celebrazioni del prossimo anno diventerà punto di riferimento per chi vorrà visitare il Fvg. «Si tratta di un altro passo lungo il sentiero che porta alle celebrazioni del centenario della Grande guerra – spiega l’assessore alla Cultura Paola Benes – e che, contemporaneamente, con le iniziative collaterali vuole promuovere la conoscenza del nostro territorio, così ricco di Storia». Verrà poi inaugurato ufficialmente il nuovo plastico interattivo del monte Ermada del 1914, frutto del lavoro di Aureliano Barnaba e Pasquale Durante.
05 ottobre 2013
DICONO DI NOI "VOCI DI GUERRA IN TEMPO DI PACE"
Inaugurazione mostra VOCI di GUERRA in TEMPO DI PACE
Ajser2000 - Gruppo Ermada
Verrà inaugurata SABATO 5 ottobre 2013 alle ore 17.00 la mostra
VOCI di GUERRA in TEMPO DI PACE
presso il Palazzetto Veneto in Via Sant’Ambrogio 12 a MONFALCONE realizzata grazie al contributo della REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA e la collaborazione del Comune di MONFALCONE.
La mostra che rimarrà aperta fino al 20 di ottobre è arricchita con dieci nuovi pannelli tematici, e vedrà la presentazione del Plastico interattivo tridimensionale del Monte ERMADA realizzato da Aureliano Barnaba e Pasquale Durante.
VOCI di GUERRA in TEMPO DI PACE
presso il Palazzetto Veneto in Via Sant’Ambrogio 12 a MONFALCONE realizzata grazie al contributo della REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA e la collaborazione del Comune di MONFALCONE.
La mostra che rimarrà aperta fino al 20 di ottobre è arricchita con dieci nuovi pannelli tematici, e vedrà la presentazione del Plastico interattivo tridimensionale del Monte ERMADA realizzato da Aureliano Barnaba e Pasquale Durante.
DATE DELL'EVENTO
DOMENICA 20/10
Quota 121″ – Un viaggio nel tempo
Si posteggia comodamente l’automobile presso la stazione ferroviaria di Monfalcone, facilmente raggiungibile dalla strada provinciale che proviene da Trieste, poi si prosegue a piedi, seguendo la cartellonistica del Parco Tematico della grande Guerra. Si raggiunge così in circa mezz’ora la cima “121″ di Pietrarossa. Percorsi alternativi dal parcheggio sono notevoli dal punto di vista storico: la Quota “Enrico Toti”, Doberdò del Lago, la rocca di Monfalcone o il lago di Pietrarossa. Un percorso completo veloce a tutti i luoghi necessita un buon passo, ma una visita approfondita non può essere fatta in una giornata.
Il Parco tematico della Grande Guerra di Monfalcone è un progetto ambizioso in continua evoluzione e la sua visita è qualcosa di incredibile che colpisce nel profondo il visitatore, per sempre. E’ conveniente essere in compagnia per ragioni di sicurezza, in particolare se si decide di avventurarsi nei ricoveri coperti o grotte e sempre con attrezzature (torce) e indumenti adeguati. Si ha l’impressione di camminare nella storia: quella della Grande Guerra. Centinaia e centinaia di percorsi in trincea blindate, postazioni in cemento armato, percorsi tematici ben ricostruiti nei dettagli . Manufatti descritti, faticosamente riscoperti, riscavati o ricostruiti da volontari. Si ha sempre l’impressione di essere circondati da vecchi fantasmi: le scritte incise nella pietra sono ancora li, asettiche quando indicano una posizione, ma impressionanti quando gridano incise le voci dei soldati “W La PACE”.
Impressiona nel camminare nelle trincee l’estensione, la dimensione, la profondità del campo di guerra. Cosa vissero veramente i ragazzi soldato di venti anni tra il 1915 e il 1918 non ci sarà mai dato da sapere, nonostante tutti i libri che tentano di raccontarlo. Tuttavia percorrere questi luoghi è come fare un viaggio nel tempo e vi assicuriamo che questo viaggio è altamente istruttivo, soprattutto per i più giovani: permette di apprezzare la pace, mediante la forza delle immagini con una semplice passeggiata, immersi nella natura.
Il paesaggio che si incontra oltre i bordi delle trincee è quello lunare, carsico di allora: di pietra calcarea e terra rossa a volte brullo e desolato, inquietante, ma ormai sempre spesso più coperto di una fitta vegetazione di Pino e Sommaco, si cammina per ore nelle trincee e ci si perde nel loro intrico, si accede a gallerie attrezzate e a volte nel continuo serpeggiare dei percorsi ci si confonde e si rimane disorientati, ma è solo una impressione, basta uscirne che le vie del ritorno sono ben indicate. Una visita a questi luoghi vale più di cento libri. Si esce con l’impressione di aver guadagnato e perso contemporaneamente qualcosa. Una sensazione strana da raccontare: un misto di tristezza, gioia e un senso di libertà.
Quota 121 merita una particolare sosta e una visita attenta in quanto ospita la fedele ricostruzione di un pezzo di fronte austriaco di prima linea. Quota 121 era allora un poderoso baluardo austriaco conquistato dagli italiani solo dopo sanguinosi assalti all’arma bianca. A bordo delle trincce esistenti e originali fatte di roccia e terreno argilloso sono stati ricostruiti nel dettaglio, sulla base di disegno originali, tutti quegli elementi che completavano quelle posizioni: sacchi a terra, elementi di rinforzo a graticcio, tettoie rinforzate, blindature ritrovate negli scavi, cavalli di frisia, reticolati e inoltre posizioni per lanciafiamme.
La nostra gita si è ovviamene conclusa in una gustosa trattoria per il recupero delle calorie faticosamente smaltite. Alla prossima!
martedì 8 ottobre 2013
Höhe 110m o Dosso Giulio
Höhe 110m o Dosso Giulio
18 agosto 2012 di amartinolli
Lassù potrebbe ancora esserci qualcosa! Ed in effetti è così. Inizia così la nostra avventura che è durata alcune domeniche di agosto 2012. Il tempo è tiranno: ci vuole tempo per salire, vedere, capire, fotografare, percorrere e sopratutto rilevare il terreno con il GPS e due bussole. Diciamo che i nostri “quattro passi” sono durati almeno quattro ore per volta: pochi i chilometri percorsi, una pessima media per due escursionisti. In verità non si può non fermarsi spesso le cose da vedere sono troppe! Protetti così da un cielo azzurro e sereno e coperti da un caldo torrido, abbiamo percorso con i nostri zaini affardellati questo terreno carsico e desolato. Da quassù la vista è un premio alle fatiche: è assolutamente fantastica. Il Lisert, il Golfo, Monfalcone, Grado, Lignano: sono tutti davanti a noi, vicinissimi e lontani. Dosso Giulio è un piccolo rilievo che la carta regionale topografica del Friuli Venezia Giulia indica con 112 metri dal livello del mare. La sua cima è raggiungibile solo fuori sentiero, con qualche piccola difficoltà. Chi decide di raggiungere questi luoghi, sappia che è d’obbligo l’equipaggiamento con scarponcini da montagna, calzettoni alti, spry antizecche (purtroppo) e acqua per l’escursione estiva. Inoltre, seppur non ne abbiamo vista una, se non su altre quote, consigliamo vivamente di prestare molta attenzione all’eventuale presenza di vipere, in particolare nei tratti esposti delle pietraie o anche nelle trincee. Si parte così da Medeazza , dal sentiero n° 3, detto “Alta via del carso”, per raggiungere il bivio con il sentiero n°16, proveniente da San Giovanni di Duino. Entrambi i sentieri sono ben segnalati. Da questo punto, inviolato davanti a noi si erge il Dosso Giulio. Il colle è circondato da un bosco fitto e scuro e sembra un cappuccino con la sua capocchia rasata: quella sopra è la sua vasta pietraia che sarà l’obiettivo dell’ escursione. Dal bivio, si prosegue ancora per qualche centinaio di metri sul sentiero, fino a vedere un pilone dell’alta tensione che infilza sul fianco il dosso, sarà il simbolo della via da seguire. Bisogna allora uscire dal sentiero, puntare al pilone ed inoltrarsi in una fitta vegetazione in leggera salita, si sbuca così nella vasta pietraia desolata. Quando si esce dall’intrico di quercieti e sommaco, prestando sempre attenzione a dove si poggiano i piedi, sembra di essere sul carso di un secolo fa. La posizione è formidabile e percorrendo questi luoghi qualcuno oggi riflettendo direbbe: “Qui veramente il tempo si è fermato”.
Dosso Giulio riporta ancor oggi evidenti i segni di una guerra lontana, la prima, la più grande, epica, la più terribile, quella raccontata dai nonni, quella che si studiava a scuola nei sussidiari: la Grande Guerra del 1915-1918. Höhe 110m, questo era il suo nome: era la posizione indicata sulle carte militari austroungariche, Dosso Giulio, era invece quella nota ai comandi italiani. Entrambe indicano un piccolo punto su una mappa, un punto notevole: un ridotto rinforzato con trincee blindate. Le ritroviamo riportate su vari libri, unici per noi per capire gli andamenti del fronte dell’Isonzo, per ritrovarli sul posto e riflettere. Il Dosso Giulio era inizialmente un posto di osservazione Austriaco di terza linea che, con il corso della guerra, divenne di seconda, poi di prima , poi ancora conquistata dagli Italiani nel 1917, due volte persa e riconquistata di nuovo dagli Austriaci, nella 10° e 11° battaglia dell’isonzo, nelle fasi convulse di riduzione del fronte dell’Hermada. Dopo Caporetto venne abbandonato per essere sucessivamente preda dei cercatori di metalli fino agli anni ’40. Le posizioni militari esatte sono indicate nella cartina di cui sopra : come si può osservare la cima è oggi circondata da una trincea, in scavo in roccia o in terreno carsico, con andamento perimetrale aperto, profonda in media dal metro al metro e mezzo, con un classico andamento locale a greca o serpeggiante. La trincea, segnata in parte anche dalla carta regionale, collega tre posizioni blindate a „L“ in cemento armato, larghe circa un metro e profonde circa un metro e mezzo. Probabilmente osservatori Austriaci, riutilizzati poi dagli Italiani. Sono ancora li, dopo cento anni, intatti, inviolati.
Tracciare la trincea su carta è stata una impresa veramente notevole, dovendo percorrerla in tutti i suoi tratti che non sempre sono facilmente accessibili. E’ proprio qui che con nostro grande stupore, abbiamo trovato un vecchio compagno di un soldato la cui sorte ci è ignota: una gavetta in metallo semiarrugginita. E’ Italiana. Fa un certo effetto tenerla nelle nostre mani e saperne la sua età: questa vecchia “signora” è li da cento anni, è oggi un reperto ruggine che qui viene fotografato nel punto di ritrovamento. Proseguendo nella trincea, si ritorna al punto iniziale: sulla cima. Qui sono presenti n°3 caverne di ricovero militare con accesso discendente a scivolo, parzialmente dirute e con ingresso a paraschegge. Vicino ad una di questa ritroviamo numerosi segni dei pesanti bombardamenti italiani, presumibilmente, da punta sdobba con i cannoni di massimo calibro.
Tutto intorno la cima sono ancora oggi sparse molte schegge arrugginite, immagini che fanno venire i brividi, pietre divelte su una enorme pietraia, ma sopratutto uno spettacolo di natura, silenzio, rotto unicamente dal grido di un singolare falchetto. Vi è un senso di profonda quiete qui, ma nel sottofondo unicamente il leggerissimo rumore della civiltà: è come un richiamo verso casa. E’ allora ora di tornare, ma non prima di dirigerci indietro verso una delle tante osmizze di Medeazza: imperdibili per formaggi, salumi e vino. Buona escursione allora e buon appetito!
La RAI per il centenario della prima guerra mondiale
A cento anni di distanza, la Rai si prepara a rievocare la Grande Guerra per farne comprendere lo sviluppo e il significato per l’Europa di oggi. Un grande progetto di respiro europeo, prodotto da RaiEducational, presentato con il filmato La Grande Guerra, realizzato in collaborazione con la Direzione Strategie Tecnologiche in tecnica stereoscopica e che sarà trasmesso in 2D sul Canale Rai Storia e in 3D sul Canale 501 RaiHD e sul canale 201 di TvSat.
Uno straordinario filmato costruito per raccontare il Progetto 2014-2018 per il quale è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Rai e la struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di concordare e procedere insieme nelle commemorazioni del centenario.
Documentari, speciali, un appuntamento settimanale, filler quotidiani, restauro in HD di preziosi materiali d’archivio, un portale dedicato: Rai Educational, dal 28 giugno 2014 all’11 novembre 2018 racconterà il primo conflitto mondiale, giorno per giorno. L’Europa intera per 1599 giorni si trovò travolta da un conflitto sconvolgente, diverso da tutti quelli che lo avevano preceduto, nel quale consumò tutte le energie che aveva a disposizione bruciando un’intera generazione.
Sono 4 miliardi le missive vistate dall’ufficio censura dell’Esercito italiano; quattro miliardi di lettere: saluti, suppliche, rimproveri, addii, baci, lacrime, raccomandazioni, sentimenti che i soldati italiani scambiarono con le loro famiglie e che ora sono documento eccezionale ed unico del fronte che dal confine con la Svizzera arrivava al mare Adriatico, a 30 km da Trieste.
http://www.grandeguerra.rai.it/articoli/la-rai-per-il-centenario-della-prima-guerra-mondiale/22698/default.aspx
Uno straordinario filmato costruito per raccontare il Progetto 2014-2018 per il quale è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Rai e la struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di concordare e procedere insieme nelle commemorazioni del centenario.
Documentari, speciali, un appuntamento settimanale, filler quotidiani, restauro in HD di preziosi materiali d’archivio, un portale dedicato: Rai Educational, dal 28 giugno 2014 all’11 novembre 2018 racconterà il primo conflitto mondiale, giorno per giorno. L’Europa intera per 1599 giorni si trovò travolta da un conflitto sconvolgente, diverso da tutti quelli che lo avevano preceduto, nel quale consumò tutte le energie che aveva a disposizione bruciando un’intera generazione.
Sono 4 miliardi le missive vistate dall’ufficio censura dell’Esercito italiano; quattro miliardi di lettere: saluti, suppliche, rimproveri, addii, baci, lacrime, raccomandazioni, sentimenti che i soldati italiani scambiarono con le loro famiglie e che ora sono documento eccezionale ed unico del fronte che dal confine con la Svizzera arrivava al mare Adriatico, a 30 km da Trieste.
http://www.grandeguerra.rai.it/articoli/la-rai-per-il-centenario-della-prima-guerra-mondiale/22698/default.aspx
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