mercoledì 1 aprile 2026

Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis ricorda Carlo de Marchesetti nel centenario della scomparsa

 Gruppo Ermada ricorda Carlo de Marchesetti nel centenario della scomparsa

Si è tenuta questa mattina presso lo Spazio Cultura di Borgo San Mauro, nel Comune di Duino Aurisina, una cerimonia commemorativa in occasione dei cento anni dalla scomparsa di Carlo de Marchesetti, avvenuta il 1° aprile 1926 all’età di 76 anni.

L’iniziativa, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito del progetto “Duino Book – Tempus Edax Rerum”, ha visto la partecipazione di una delegazione del Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000, del Gruppo Speleologico Flondar, del Lions Club Duino Aurisina e della Famiglia Alpina, a testimonianza di una forte e condivisa attenzione del territorio verso la valorizzazione della propria storia e identità.

Nel corso della cerimonia, il presidente del sodalizio Massimo Romita ha ricordato la figura dello studioso triestino, sottolineandone il ruolo fondamentale nello sviluppo delle conoscenze scientifiche sulla preistoria locale e sul sistema dei castellieri. «Carlo de Marchesetti è stato uno tra i primi studiosi a fornire un contributo scientifico allo studio dei castellieri, le fortificazioni preistoriche tipiche dell’area giuliana tra Trieste e il Carso, in particolare a quello di Slivia. Riteniamo che tale figura debba avere ulteriori riconoscimenti sul territorio», ha dichiarato Romita. Nel suo intervento è stato inoltre ricordato come, nel Comune di Duino Aurisina, oltre ai castellieri, sia intitolata a Marchesetti la Scuola Media di Borgo San Mauro, dove all’ingresso è collocato un suo ritratto, simbolo della memoria storica ancora viva nella comunità.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il valore dell’eredità scientifica di Marchesetti, anche alla luce degli studi contemporanei portati avanti da studiosi del territorio come Paolo Paronuzzi, Deborah Arbulla e Nicola Bressi, attivamente impegnati nella ricerca e nella divulgazione legata alla preistoria e alla storia naturale del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare ulteriormente, anche a livello locale, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio dei castellieri.

Durante la cerimonia è stato inoltre ricordato il percorso umano e scientifico di Marchesetti, figura centrale per la cultura triestina tra Ottocento e Novecento. Nato a Trieste nel 1850, si avvicinò giovanissimo alla botanica grazie all’incontro con il naturalista Muzio de Tommasini, sviluppando fin da subito una forte vocazione per le scienze naturali. Laureatosi in medicina nel 1874, intraprese presto la carriera scientifica che lo portò, a soli 26 anni, a diventare direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, incarico che mantenne per oltre quarant’anni, contribuendo in modo decisivo all’ampliamento e alla valorizzazione delle collezioni. Accanto agli studi botanici e naturalistici, Marchesetti si dedicò con crescente passione all’archeologia e alla paletnologia, avviando ricerche sistematiche sui castellieri del Carso e dell’Istria. Le sue indagini, condotte con metodo scientifico innovativo per l’epoca, portarono alla pubblicazione nel 1903 della fondamentale opera “I castellieri preistorici di Trieste e della regione Giulia”, ancora oggi considerata un punto di riferimento per gli studi sulla protostoria dell’area adriatica nord-orientale. È stato infine ricordato anche il convegno internazionale organizzato nel 2003, da cui sono scaturiti gli atti “Carlo Marchesetti e i castellieri 1903–2003”, testimonianza dell’attualità e della rilevanza del suo contributo scientifico.  

L’incontro ha rappresentato non solo un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per rilanciare l’impegno nella divulgazione e nella ricerca, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente, anche a livello locale, la conoscenza della preistoria del Carso e del patrimonio dei castellieri.

Duino Aurisina, 1 aprile 2026

















Nessun commento:

Posta un commento